KOPÓ e sono le nove …

KOPÓ e sono le nove …

di Andrea Alessio Cavarretta (scrittore metropolitano)

 Teatro Kopò

“Ohhh… direttore

la casa del topo, se posso?!”

“Sta lì, lì che t’aspetta!”

 

Che in un angolo c’è pure una piccola porta

che porta alla tana d’un sogno.

 

Il brusio

la gente, tanti colori

la direttrice t’abbraccia e già dice “bis!”

 

Allora sorridi

che sono le nove, e qualche minuto…

 

Silenzio

la luce si spegne

s’apre il sipario

 

ed è Kopó.

 

a Francesca Epifani, Paolo Filipponi, Simona Epifani e Giuseppe Arnone del delizioso teatro KOPÓ di Roma.

TEATRO KOPÓ

L’immagine a corredo è tratta dalla pagina facebook del teatro

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VELVET ora cosa accade?

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Che poi mi chiedo perchè l’aeroplano e non il ferro da stiro?!

Che poi mi richiedo ma se uno nasce, cresce, vive in un mega atelier di moda e diventa Albertoman dovrebbe essere in grado di fare origami attinenti, che so forbici, bottoni, metri e con un po’ d’esperienza anche cartonati di hostess e sartine varie?!

Che poi mi chiedo, e questa è l’ultima, non sarebbe stato meglio se il suddetto ficaccione, ad Annaneve, da ora e per sempre denominabile La lussuriosa, da non dimenticarsi mai la scena sul divano di pelle,  già dalla prima puntata le avesse tirato addosso un bel ferro da stiro, di carta s’intende, e avesse scritto sotto: ci vediamo sul terrazzo … per pomiciare, oppure nell’ascensore, e peccato che non c’erano ancora le telecamere a circuito chiuso altrimenti quelli della sicurezza con tutti questi incontri segreti ci avrebbero potuto creare la contro soap VELVET elevator, evito riferimenti ad ulteriori possibili oggetti da origamare per non scadere in cliché di facile presa.

Nel sorvolare tutta la puntata, ovviamente ad altezza molto bassa, ecco la scena fanta-onirica, il pavimento è ricoperto da innumerevoli sfiziosi volanti di carta e sopra le ridacchianti sartine ci sfarfallano, ma ancora di più, l’ infaticabile protagonista, nel delirio, tira fuori a sorpresa dalla tasca un altro messaggino con le ali per un nuovo sorprendente appuntamento sul terrazzo; dico io, un po’ di fantasia, no è? Ma gli sceneggiatori stavano tutti a soffiare su gli aeroplanini!?!

Siamo in una soap e non in una sitcom? Bo!

Comunque la signora in giallo sbiadito s’è rispolverata, ed in un batter d’ali ora è CSI Madrid – leggesi per favore con pronuncia alla spagnola schioccando le dita se possibile.  Donna Gloria (ad onor del giusto interpretata benissimo) sul lastrico, abbandonata dalla figura mitologia Pilar, che appare nuovamente in velocità, stile Endora da vita da strega, che va a fare? Assolda un tipaccio con cappello alla gangster per svaligiare il cassafortone, tesoro… i passaggi sono graduali, prima si fanno piccoli furti con destrezza.

Quadro antico quattrocchi come sempre aiuta tutti, apre  la porta se qualcuno rincasa dopo la mezzanotte, ma fatela dormire ogni tanto, quella lavora tutto il giorno, oramai fa finta d’aggirarsi nell’oscurità dicendo di essere chi non è, ed indossando qualsiasi cosa le capiti in mano. Cosucce da niente rispetto al vero unico immodificabile life motive della soap, il crine plastificato di Patricietta, lei non si smentisce mai, piagnucola, flertuccia, s’infila finalmente vesti da lavoro, ma sempre e rigorosamente con la cofana imbalsamata. Vi aggiorno sul trio che mi segue con devozione la tetraalterointubata, la megaultrastrabiondona, la casalingarepressoassatanata del palazzo vicino, sono state ricoverate d’urgenza, è troppo anche per loro.

Sconosciuti enigmatici sono appena giunti da Cuba,  ma novità delle novità arriva il jolly, stilista pazzo con ciuffo ribelle alla rockabilly, al suo riguardo aspettiamo, ma se disegna come s’aggiusta i capelli!!!

Luisella bella s’è svegliata dal torpore, Francischetto vecchio viso d’angelo avanza la scusa del quanto c’hai di vita tu,  e lei a seguire rimane di stucco è un Velvettrucco. Clarabella oramai definitivamente bifidanzata, nel palazzone va di moda la doppia vita altrimenti che soap è, ha individuato un bel posto dove scambiarsi effusioni, non sul terrazzo o nell’ascensore, lei lo fa in macchina, con Mateuccio, che con o senza una t ci sa fare.

Evito riferimenti al tipino ninnolo al collo, lui per errore è pronto a conquistare la sorellastra o sorella che sia, con un bel paninone farcito da mangiarsi insieme a morsiconi, che stile,  ma stop, spunta di soppiatto, a sedare il tutto, la presunta madre d’entrambi, l’ipermostro Donna Blanca,  mi sa che  il sorriso possiamo dimenticarcelo,  oramai non ci sta più con la  testa, forse un bacio con superZietto, sul terrazzo o in ascensore, ci scappa, che dite voi?

Ma la mia preferita è sempre e solo Cristianuccia, ei svegliati!!! Anna La lussuriosa al tuo promesso altro che vestito da sposo gli prepara, ascoltala la cuginona pettegola, tu tra due mesi prendi il primo volo e non verso l’altare.

Piccola richiesta, per favore assoldate un equipe per disintossicare dalla nicotina lo staff, fumano tutti come addannati!!!

Pronti per VELVET dove siamo arrivati!

– Andrea Alessio Cavarretta (scrittore metropolitano) –

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VELVET the third (tutto si capovolge)

 


VELVET the third (tutto si capovolge)

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Oddio fermi tutti, dove mi trovo, che giorno è, che ore sono? A casa, mercoledì, le sette. A casaaa, mercoledììììì, le setteeee!!!? Crisi d’astinenza, bisogno irrefrenabile: sono lo scrittore metropolitano casalingo ed ho un problema, si chiama dipendenza da soap madrilena.

Butto giù tutto d’un fiato il caffè, pc, apertura velocissima, portale Rai, dai, dai, dribblata, scarto dei contenuti alla rinfusa, ce l’ho, mi manca, ce l’ho, mi manca, finalmente trovato… è: VELVET the third.

E come in tutti i terzi episodi che si rispettino, Elvira, la governate apre la porta, e tra continui vibrati di respiro, tutto si capovolge, nulla è come sembrava essere, senza però cambiare niente. Ci s’infila di nuovo il grembiule, s’inforcano ancora le forbici, giungono bellocci sconosciuti con ninnolino al collo, tutti si rassettano il look, la tinta, il taglio, tranne ovviamente lei:  Patricietta plastificata perenne. Nemmeno se le tiri una bomba all’uranio sulla testa, neppure se la scaraventi dal terrazzo dove tutti s’incontrano per parlare, oltre che nell’ascensore e mai al cesso, neanche se le dici che lei non conta un capello in quella famiglia dove esiste solo Albertoman, lei che blatera solo quelle tre acute pillole  a puntata, per nessun coiffeur iberico, si cambia la terribile inesorabile cofana bianco sbiadito.

Qualche chicca da sit delle saponette: Francischetto vecchio viso d’angelo, senza dirlo a sua moglie, con un assegnino fa rientrare Luisella bella nel baraccone, e lei crede alla beneficenza, il quadro antico quattrocchi si pente di aver baciato il marmocchio della sorella Clarabella, mentre quest’ultima, “senza esperienza” per definizione,  sta quasi per essere insidiata da Mateuccio, con una t, e la sfida Superzietto Emilio slitta verso Dona Blanca a pagarglielo in bottoni d’oro un sorriso.

Ma non perdiamoci in inutilità, subito su Cristianuccia, fiammiferaia depressa e repressa. Uccia uccia raccoglie vetrerie affilatissime da terra, senza ovviamente tagliarsi perché ha sviluppato alle mani un sistema invisibile di protezione in policarbonato, e poi dalla borsa tira fuori nientepopodimeno che … no, no manette, né fruste, né oggetti per un possibile piacere, neppure nacchere, magari, ma due fantasmagorici biglietti per il teatro, che si sa che se un ricco sciupa femmine lo porti a vedere uno spettacolo teatrale lo conquisti per sempre, un consiglio, la prossima volta: tribuna vip per Real Madrid-Barcellona!

Comunque, tra cena extralusso ed acqua a catinelle, sul semifinale, altro scambio d’anelli, il diamantone, quella lo perde,  e questa,  dopo aver inserito l’anulare in una presa a 3000 volt, ecco spiegato lo sguardo da piragna delirante, se lo infila in extremis.

Resta, rimani, parti, fai e disfai le valigie, stupore, la tetraalterointubata rinviene definitivamente, la megaultrastrabiondona infila tutta la testa nel lavandino colmo d’acqua iperossigenata, in stereo dolby surround esulta la casalingarepressoassatanata del palazzo vicino, wawwwwwww!!!

L’aeroplanino è tornato, non solo, di più, ci dev’essere un’interferenza, mayday mayday, ei torre di controllo abbiamo un problema… Dove sono Pippi calze lunghe, Pimpa, le Winx, Tom e Jerry, Willy il coyote?

La sindrome di Albertoman alla Koala è passata, qui trattasi quasi di nove settimane e mezzo, di scena di stoniana memoria, Annaneve, fa capolino e sul divano in pelle rosso fuoco, finalmente si trasforma in Anna seminuda la lussuriosa, questione di evoluzione!

Bella Cristi’,  te stai a prende ‘na solaaaa!!!!

Già pronto per VELVET ora cosa accade?

– Andrea Alessio Cavarretta (scrittore metropolitano) –

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Ed ecco a voi VELVET il ritorno

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